SPIEG-ARTE
“deventa complesso…….”
Casa in riva al fiume
(un ricordo della mia infanzia)
Periodico Tragi-Comico di Attualità e Arte Quotidiana (tutti i testi sono liberamente ideati e scritti dalla comunità del villino)
INCUBI SCOLASTICI
Giornata di interrogazioni. Il professore di matematica: “Oggi chi possiamo sentire…..”. Il dito indice della mano sinistra del prof. scorre, con sadica lentezza, i nomi degli alunni. Di tanto in tanto si sofferma con studiata perfidia su alcuni cognomi per diversi secondi. Secondi che per gli atterriti e disperati studenti sembrano minuti, se non ore, anni o addirittura ere. (Ho visto alcuni studenti talmente sconvolti da tale pratica, che una volta conclusasi erano convinti di aver terminato la scuola, di stare lavorando ormai da anni ed essere già padri di famiglia).
Il volto del professore, ormai trasfigurato da una perversa gioia interiore, muove le labbra come in procinto di pronunciare un nome, invece fuoriesce semplicemente una smorfia muta, che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti quanti. Poi nuovamente le labbra si ridispongono come per formulare il fatidico nome, ed invece si distendono in uno sbadiglio.
Gli alunni sono ormai schiacciati contro il ripiano dei propri banchi, tachicardici, qualcuno cianotico, altri parlano da minuti con Dio ed i suoi Familiari per ricevere la grazia o il dono della invisibilità. Tra quelli più angosciati vi è qualcuno che è riuscito a mimetizzarsi assumendo il colore verde smorto del proprio banco.
Tutti inevitabilmente controllano l’orologio. Mancano 25 minuti alla fine dell’ora, per cui il prof. adesso dovrà pronunciare il cognome del condannato. Infatti dall’ugola del professore fuoriescono finalmente delle parole: “oggi vorrei……sentire…………………….…vorrei…..sentire……………………………………………………….
…………..da tutti voi un parere su un fatto che mi è accaduto questa settimana.”
Il prof. comincia una tiritera di 20 minuti sul pappagallino appena acquistato per il figlio e della enorme utilità che ha acquisito. Nessuno riesce a capire esattamente quale sia la vera richiesta del prof. Qualcuno, tra i più secchioni, tenta di ricollegare tale evento alla lezione di storia appena fatta, pensando che forse il prof. di matematica rimarrà colpito dalla capacità di fare collegamenti tra le varie materie. Così il supersecchio azzarda un improbabile collegamento tra il pappagallino del prof., il racconto dell’arca di Noè e la possibilità di applicare un teorema geometrico per definire l’area sufficiente per far salire sull’Arca tutti gli animali a due zampe, con coda minore/uguale
Comunque, ormai mancano soltanto tre minuti al suono della campanella, ci siamo, il prof. si è dilungato troppo, ha perso il senso del tempo. Iniziamo a preparare le cartelle. Due minuti alla campanella. E’ l’ultima ora, tra poco sarò a casa.
All’improvviso il prof: “Barontini alla lavagna! …….veloce dimostrazione del teorema da preparare per oggi”. In un milionesimo di secondo due scagnozzi del prof. mi catapultano alla lavagna.Traccio una serie di numeri e segni matematici. Il prof. sguardo maggiore/uguale perfetta malvagità: “Ti do un bel TREEE!! Fine della lezione!.” Sghignazzando se ne va………….Io davanti alla lavagna:” Ma cosa è successo?”, muto chiedo a me stesso.……… Sgomento, esco dalla classe vuota.
Notizie belle
by
Se vedi tutto nero, un motivo ci sarà…
O sei triste triste; o hanno spento la luce e non ci vedi; o non ci vedi proprio…
Oppure ci vedi bene, ma quello che vedi, che ti fanno vedere, è senza luce, irrimediabilmente intriso di nero: il mondo che ci dicono fa paura.
A uno sguardo che quantifichi – che cerchi di quantificare – questa “vernice” scura, con cui i mezzi di comunicazione di massa imbrattano il nostro quotidiano, la cosa appare chiara: non meno del 93 % delle notizie che ci passano, sono brutte notizie; su brutti fatti più o meno reali…
“Sangue sull’autostrada: giovane muore mentre scappa in motorino” “Violenza domestica: uccisa a colpi di scolapasta” “Rumeno ruba ruote a roulotte e si getta nel Tevere: ripescato e linciato dalla folla” “Uccide il figlio e si spara” “Si spara e poi uccide la figlia” …
Esempi di civette generiche, di giornali qualsiasi, titoli triti di ordinario squallore [e se ci danno ‘carne macinata’, è perché ci va bene. Ché il convento passa, quel che il volgo vuole…]
C’è chi questa cosa l’ha notata da tempo, chi ne spiega le cause, chi si lamenta e basta…
Ma, se ci è permessa una metafora avicola: qui nessuno quaglia e tutto resta com’è…
Noi, oggi, partendo da un disagio, da un’oppressione (e da un sentore di cosa non vera) ci siamo domandati: ma davvero il mondo è così brutto come ce lo fanno apparire?
La risposta ha da venire: ognuno la deve trovare per sé.
Noi intanto abbiamo una proposta – che è poi l’idea di fondo di questa rubrica: cercare e raccontare notizie belle.
E ora andiamo a incominciare.
Notizia 1
Lunedì 24 novembre 2008
Lily, leggendo il giornale di oggi, ha trovato questa bella notizia:
“DIVENTARE UN GENIO? BASTA INDOSSARE UN CASCO”
Uno scienziato australiano ha inventato uno strumento di stimolazione magnetica attraverso il cranio. Basta un impulso elettromagnetico, dato alla corteccia cerebrale grazie ad uno speciale casco da indossare ed ognuno di noi può diventare un genio o sviluppare facoltà intellettuali ed emotive da genio. Almeno a breve termine finché quell’impulso venuto dal casco conserva il suo effetto.
Se questa non è una bella notizia…?!!
Notizia 2
Martedì 17 febbraio 2009
Roderigo, dopo un’assidua ricerca durata mesi, riesce a scovare nel suo PC, in una cartella piena di cianfrusaglie, una vecchia mail, ricevuta da un’amica e conservata chissà perché, una vera notizia bella di qualche anno fa…
----- Original Message -----
Sent: Thursday, November 10, 2005 11:59 AM
Subject: da PIL a FIL
Ecco una buona notizia, trovata sull'editoriale dell'ultimo numero del "Piccolo Missionario", periodico mensile per ragazzi, ma molto interessante anche per noi adulti. Dopo gli eventi tristi di questi anni, ecco un "segno" di cambiamento, uno spiraglio che ci fa guardare avanti con più coraggio, un grande esempio da prendere in considerazione anche per la nostra vita.
F.I.L.
Lo scorso 11 Novembre (2004), sua altezza Jimge Singye Wangchuck, re del Buthan, ha compiuto 50 anni. "Notizia da poco" direte voi, se paragonata ad altre che riportano fatti di ben più vasta portata.
Invece la notizia sta tutta in un'iniziativa che il re del piccolissimo stato asiatico ha lanciato a favore dei suoi sudditi. Il monarca, infatti, ha operato un piccolo cambiamento di consonante, trasformando il famosissimo PIL nel meno conosciuto FIL. La prima sigla, com'è risaputo, significa Prodotto Interno Lordo; la seconda Felicità Interna Lorda. Felicità al posto di "prodotto"; benessere integrale invece di consumo o aumento di denaro. Da bravo buddista, re Jimge è convinto che l'unico scopo dell'economia dovrebbe essere quello di facilitare il raggiungimento di una felicità duratura, ottenuta coltivando la pazienza, la saggezza e la compassione. Pensa, il re, che il bene del suo popolo passi attraverso decisioni politiche ed economiche ben
diverse da quelle in vigore in quasi tutte le altre nazioni del mondo. E così FIL, in Buthan, concretamente vuol dire preservare le foreste e proteggerle dal taglio indiscriminato del legname; vuol dire spendere 1/3 del bilancio dello stato in sanità e istruzione, i settori più colpiti dai tagli alle spese nelle altre nazioni della Terra Vuol dire difendere la lingua e la cultura locali, gli stili di vita degli antenati e gli abiti tradizionali, senza correre dietro alle mode portate dall'esterno quali fast-food, supermercati e turismo selvaggio.
Ma come tutte le cose belle, anche la felicità ha un prezzo. Il primo ad esserne convinto è proprio il re del Buthan il quale ha abbandonato il palazzo di corte e si è trasferito in una povera casa di legno, dove conduce uno stile di vita semplice, sereno e "felice", secondo il progetto FIL a lui tanto caro.
PM, Piccolo Missionario - Missionari Comboniani
Vicolo Pozzo, 1 - 37129 Verona
http://www.bandapm.it
MANDA!!!
Se anche tu ti sei scocciato di questo mondo nero-come-ce-lo-rappresentano e vuoi cambiare le cose; se credi ai miracoli; se anche tu hai trovato una bella notizia e non sai che fartene, mandala alla nostra casella di posta!
→ ilfioredelvillino@gmail.com
Nota: se non credi ai miracoli, guarda il film “Un sogno per domani” (2000) e poi facci sapere…
Associazione “LA MICCIA”
Parrocchia di San Giovanni in Digitale
Via , 1001011 – Tsukuba*
FANTASCIENZA & QUOTIDIANITÀ
Le nuove frontiere della tecnomania
venerdì 10 Agosto 2008 ore 13.45
Interventi:
Dott. R.Manetti: Chip sotto-pelle e cervelli sotto-vuoto: potenzialità e limiti dell’ultratech.
Dott. A.Cozzella: Risparmiare con l’ADSL: vivere in sacco a pelo all’internet-point.
Dott.ssa Barbolla F.: Lambertucci e Progetto Franchestain: le emozioni di un corpo in franchising.
Dott. A.Barontini: Testa di saiborg: la vera soluzione contro la ricrescita.
Dott.ssa M.Melucci: Ti si legge negli occhi: i problemi dell’eye-password.
Dott.ssa E.Laszlo: Bit, chip, RAM: la risoluzione dello schermo freudiamo in fase REM.
Dimmi quanto ti dura la pila e ti dirò chi sei. Le controindicazioni di una vita connessa. Bassano D.
Interfaccia di culo. In: Le nuove frontiere del turpiloquio. [Tomo 1°] Manetti R.
Sotto l’ipod niente. In: Le nuove frontiere dell’erotismo. A.A.V.V.
Aah... Oooh... Eh!?? Ricordi di una ciat-lain. Bigalli E.
La donna che scambiò suo figlio per un Super-Sayan. In: Le nuove frontiere della clinica. Olmi C.
Gli spigoli del softuer e le spigole dell’arduer. In: Le nuove frontiere della culinaria. Pietrantuonio A.
Che bella cofana! La permanente viaggia sul filo. In: Prospettive pratiche dell’Ai-Fon. Picciotti S.
E’ consigliata la presa a terra
Con il patrocinio di: “Alice N.P.D.M.” e “Acconciature Riunite”
AI PARTECIPANTI SARA’ RILASCIATO UN MODEM A FORMA DI SUPPOSTA
L’evento è stato organizzato con la gentile collaborazione di “OBI-one Innesti Indigesti” e
“MWPower Extension”, il dito a USB che ti fa risparmiare (in regalo con “Donna Domani”)
* Tszukuba – JAPAN Il simposio sarà trasmesso in videoconferenza sinestesica.
Nota: per motivi di privacy, non disponendo della necessaria autorizzazione, di alcuni autori compaiono solo le iniziali.
Crisi economica sì, crisi economica no…! Abbiamo sentito anche noi della crisi finanziaria e del Down-Jones e siamo molto preoccupati… Perché (almeno così ci sembra) tutto quello che sanno fare gli “espertoni” della fanta-finanza è immettere liquidi... [ma sono liquidi nostri e Dài, Dài si rischia di finire noi disidratati…] Fra un po’ proveranno con l’immissione di gas… o di solidi… Così magari, grazie al nuovo coordinamento che dicono, forse risolvono anche il problema dei rifiuti: perché no? Scorie e materiale radio-attivo, così una buona volta non chiuderebbero in passivo… E per chi insiste con la finanza creativa (che di creativo ha fatto solo le bolle), una soluzione magari un po’ drastica, ma esemplare: quotarlo in borsa e lasciarlo dentro lo stabile, al piano che desidera, insieme alle scorie, così diventa anche fosforescente.
Noi siamo per una crisi totale del mercato [minuscolo e non maiuscolo] che lo rigeneri, vorremmo che qualcuno riscrivesse le regole (invece che riscrivere i conti delle banche), vorremmo non pagare per errori altrui, vorremmo non sentirci in crisi quando acquistiamo verdure al mercato che, con questi frutti-vendoli si rischia di pigliarsi un contagio e di “brillare” anche noi…
A nostro modesto parere, le avversità, costringendo a rimboccarsi le maniche, fanno anche crescere, sono occasioni di evoluzione: nel micro e nel macro, le crisi costringono a bazzicare i sobborghi dell’umiltà, della pazienza e della solidarietà, permettono di accrescere la nostra umanità. [Se però non sono sempre i più deboli a pagare il conto!]
Noi qualche “soluzione” ce l’avremmo, questa sì creative… Potremmo ritornare al baratto [e lasciare che i soldi se li scambino a Uol-Strit e nelle varie Borse del globo, come bambini-collezionisti-ossessivi]; potremmo vendere tutti i nostri beni e vivere per sempre su isole dove i “famosi” non ci sono e nemmeno si vedono in televisione…
Direte, cari lettori: che c’entra tutto questo con il giornalino? Difatti non c’entra… Invece un po’ ci deve entrare per forza: siamo o non siamo in un mondo globalizzatoconnessocollegato…?!??!
Il giornalino parla di ieri e di domani [leggere per credere], passato e futuro sulla pagina, ricordi ripresi e fissati, ritorni di desideri e passioni sopite temporaneamente.
Dall’ultimo numero scritto, qualcosa di buono si è sviluppato, altro è tracollato e ristagna.
Buon periodo o cattivo periodo? chi può dirlo? come fare a dirlo? perché dirlo? mai dirlo! mai dire “mai dirlo”… Insomma: buona lettura!